UNO STUDIO DEGLI INCIDENTI NELLE AUTOSTRADE DEL BELGIO

Il 61% delle vittime mortali non indossava le cinture di sicurezza. Recentemente l’IBSR (Institut Belge pour la Sécurité Routière - l'istituto Belga per la sicurezza stradale) ha pubblicato un’analisi approfondita sull’incidentalità mortale registrata sulle autostrade nazionali con riferimento agli incidenti occorsi nel periodo 2009-2013. L’analisi contiene una fitta elaborazione dei dati e fornisce diversi spunti di riflessione sulle principali cause degli incidenti. Contiene anche proposte di merito per le azioni che potrebbero essere attuate per incrementare la sicurezza delle autostrade nel regno. Il rapporto ha una sintesi introduttiva bilingue (francese/inglese) che riporta i dati chiave dello studio, che si basa sull'analisi dei 521 sinistri mortali che si sono registrati sulle autostrade del Belgio, nel periodo dal 2009 al 2013 (dato in calo rispetto alle precedenti registrazioni). Il rapporto conferma una presenza estremamente significativa di cause antropiche negli incidenti: nel 98.5% degli incidenti è stata registrata almeno una causa legata al fattore umano. Nel 24.8% degli incidenti mortali registrati non c'è evidenza di concause non antropiche. Nel rapporto, vengono esaminati e discussi tre comportamenti umani denominati “killer” in quanto, tra il 2009 ed il 2013, sono statisticamente emersi come protagonisti per le fatalità delle autostrade belghe: - l’elevata velocità: ove fosse necessario ... le statistiche evidenziano che guidare a velocità elevata è un fattore di rischio rilevante. Il rapporto evidenzia che il 27% dei conducenti che ha fallito nel controllare efficacemente il veicolo, guidava ad una velocità eccessiva o inadatta alle condizioni contingenti. - Guida sotto l’effetto d’alcool: anche la guida in stato di alterazione, si guadagna il podio dei comportamenti che uccidono. Secondo i dati disponibili, si stima sotto effetto dell'alcool una percentuale compresa fra il 12,8% ed il 24,5% dei conducenti responsabili di incidenti mortali. - Mancanza delle cinture di sicurezza: il rapporto sottolinea come sia difficile monitorare il fenomeno, visto che nei verbali degli incidenti non sempre è indicato se le vittime indossassero o meno la cintura di sicurezza. Infatti, per il 70% dei casi non sono disponibili informazioni in tal senso. Il rapporto, elaborato sulle schede compilate, dunque, evidenzia che i conducenti morti senza cintura sono stati il 45.9%, i passeggeri anteriori il 40.7% mentre tra i passeggeri posteriori deceduti il 71.7% non indossava la cintura. Quindi, la percentuale globale di deceduti che non indossavano la cintura è stata valutata in ragione del 61.4%. Viceversa è interessante notare come solo l‘8,7 % delle persone risultate indenni dagli incidenti non indossasse la cintura di sicurezza. Articolo tratto da: www.sicurezza.sina.co.it